Biografia di Fasan Antonio

Fasan Antonio

Biografia: Antonio Fasan incomincia a dipingere nel 1926 incoraggiato da Antonio Morato e dal gruppo dei suoi amici pittori Dandolo, Amleto dal Prà e Dino Lazzaro. Fasan gestiva con il fratello una panetteria con forno situata prima in ViaGorizia e che successivamente venne trasferita in Piazza della Frutta a Padova. Nel 1928 invia tre quadri alla commissione della Bevilacqua La Masa e ne vengono accettati due. Inizia così la carriera di un autodidatta che si esprimerà sempre alla sua maniera al di là delle sue vicende personali o nazionali. Fasan era una persona molto colta e conservava tutto quello che considerava attinente alla pittura dai cataloghi di mostre (ne vedeva tantissime) ai libri di storia dell'arte ma non rinuncerà mai alla sua maniera fiabesca e senza tempo di dipingere fatta di luce e colore, pur frequentando tantissimi pittori (con Giuseppe Viviani avrà una amicizia legata ad affinità elettive)ed essendo a contatto con stili ed influenze le più diverse. Verso mi primi anni del '40 conosce Giò Ponti che lo introduce nell'ambiente artistico milanese dove esporrà alla Galleria Gianferrari. Sarà inoltre chiamato per decorare insieme a Pendini, Morato, Giò Ponti ed altri i nuovi ambienti della Università dall'illuminato rettore Carlo Anti. In particolare dipinse le allegorie della facoltà di Scienze, Medicina, Farmacia, Lettere e Filosofia nel 1941 e vent'anni dopo l'allegoria delle facoltà di Giurisprudenza (sala del caminetto) ed Ingegneria (1961). Parteciperà alle Biennali numero XXIV, XXV, XXVII espressamente invitato nonostante l'assenza di titoli accademici. In nseguito alla morte della moglie, nel 1953, si rifugia a Burano dove dipinge per superare il suo grande dolore. Qui frequenterà l'ambiente dei buranelli in particolare stringerà amicizia con Guidi, Seibezzi, Semeghini. Nel '68 si risposa con Franca Melchiori che molto lo aiuterà nel suo percorso artistico. Tratterà col Comune di Padova il lascito delle sue opere a condizione che fossero esposte al pubblico, proposta che venne rifiutata a causa della mancanza di spazi adeguati. Il lascito andrà al Comune di Galliera Veneta che per un pò espose le opere in sede appropriata, poi , considerati i costi, chiuse la esposizione. Questo causerà , da parte degli eredi, una contesa legale per omesse clausole del lascito, per rientrare in possesso delle opere, cosa che è avvenuta in tempi recenti.